Errori da matita rossa, o meglio ‘giallorossa’, stanno caratterizzando questo inizio di 2020 in casa Roma. Sfido anche il più catastrofista tra i tifosi giallorossi al dire che si sarebbe aspettato una partenza di decennio tale dopo che il 2019 si era chiuso con un mese di dicembre importante, dove erano arrivate: qualificazione ai sedicesimi di Europa League; pareggio in casa dell’allora capolista Inter; roboante e prestigiosa vittoria, per 1-4, sul campo della Fiorentina.
Il ruolino di marcia del 2020 è chiaro: in Campionato 1 vittoria, 1 pareggio e 4 sconfitte; in Coppa Italia 1 vittoria ed 1 sconfitta.

Un’ inaspettata e pericolosa inversione di marcia sul Gran Raccordo Anulare, insomma. Proviamo, quindi, a capire le cause del cambio di rotta della macchina guidata da Fonseca.
Il problema principale sembra essere quello difensivo: 16 gol subiti fin’ora ed una solidità che, nel nuovo anno, sembra essere svanita. Le cause sono da ricercarsi in due circostanze, una di natura tattica e l’altra fisica, che sono l’una la diretta conseguenza dell’altra, e viceversa, e che vanno a creare un circolo vizioso a cui Fonseca non è ancora riuscito a trovare rimedio. La compagine giallorossa si è sempre schierata da inizio anno con una linea difensiva a quattro, con i due centrali, Mancini e Smalling, lasciati spesso e volentieri soli nel uno contro uno, sia per permettere alla squadra un recupero palla alto in fase di non possesso, sia per attaccare con un maggior numero di uomini in fase di possesso, permettendo ai terzini di creare densità e superiorità numerica sulle fasce. Ebbene, qui entra in gioco la scarsa condizione fisica. Smalling e Mancini, in questo momento, non riescono fisicamente (e mentalmente, aggiungerei, visto che, sopratutto l’italiano, sbagliano quasi costantemente scelta e tempismo dell’intervento) a reggere il gioco richiesto dal allenatore portoghese. Di conseguenza l’atteggiamento tattico sopra-citato dovrebbe venire meno. Al contrario, invece, è stato esasperato. I vari terzini provati da Fonseca (Kolarov, Santon, Bruno Peres, Spinazzola e Florenzi) sono in costante proiezione offensiva, andando a configurare un 2-4-3-1 suicida ed al tempo stesso omicida per l’attuale condizione fisica della coppia Smalling – Mancini. Un circolo vizioso, appunto.

A ciò aggiungiamo l’infortunio di Diawara, vero ‘frangifrutti giallorosso’, il cui sostituto, Cristante, è palesemente fuoriforma. Piove sul bagnato.
Se questa è la situazione difensiva della Roma, quella offensiva non se la passa meglio, non è esente da colpe e presenta pressochè le stesse problematiche. Gli infortuni si sono susseguiti per i vari Diego Perotti, Justin Kluivert e Cengiz Under, i quali non sono riusciti ancora a recuperare il 100% della loro condizione fisica. E proprio un infortunio, grave, al ginocchio ha colpito l’epicentro offensivo della squadra: Nicolò Zaniolo. Senza di lui il gioco d’attacco diventa sterile e prevedibile. Con esterni che nei piedi hanno tanti dribbling ma pochi cross e poca propensione all’assistenza, a cui si aggiunge, in questo momento, una scarsa condizione fisica, l’ariete Dzeko perde efficacia e tutta, o quasi, la produzione offensiva deve necessariamente passare dalla mente e dal piede sopraffino di Lorenzo Pellegrini.

Fonseca avrà il suo bel da fare per cambiare rotta a questa macchina che sembra aver perso improvvisamente potenza nel momento, forse, più delicato e meno indicato della stagione.
