SARRI-BALL 2.0

Questa sera, a Lione, andrà in scena l’ottavo di finale di Champions League tra Olympique Lyonnais e Juventus. Momento della verità per i tanti interrogativi che noi tutti, da inizio stagione, ci poniamo sulla compagine bianconera. Vedremo infatti se realmente la preparazione è stata calibrata sui mesi cruciali della stagione; vedremo se l’abito lungo un po’ bianco un po’ nero da serata di gala europea vestirà meglio di quello casalingo (come già fatto intravedere nei gironi); vedremo soprattutto se il credo tattico di Maurizio, il ‘Sarri-ball’, tornerà alle origini o continuerà sulla via tattica intrapresa nelle ultime settimane.

Perché uno spostamento di pedine c’è stato. Uno stravolgimento che il tecnico napoletano ha abilmente celato dietro le distinte ufficiali consegnate di domenica in domenica prima della partita. Sarri ha iniziato ad usare il 4-4-2 (modulo che alla Juventus hanno già visto con il tanto vituperato Allegri). Al contrario di quanto detto da molti, infatti, questo non è un 4-3-3 o un 4-3-2-1 come, spesso, ultimamente leggiamo su giornali piuttosto che nelle presentazioni delle partite. È un 4-4-2 vero e proprio. Matuidi (o Rabiot) si allarga, Cuadrado dall’altra parte fa lo stesso, restando quindi un pochino più basso, con Dybala e Ronaldo liberi da compiti difensivi e di svariare a loro piacimento su tutto il fronte offensivo. 4-4- fantasia, lo avrebbero definito qualche anno fa.

Ma l’uomo che permette questo piccolo – enorme stravolgimento tattico è Aaron Ramsey. Sarri lo ha pensato come vero e proprio tutto-campista. A dimostrazione del fatto che i moduli sono, alla fine, semplici numeri, e che basta un piccolo accorgimento nella posizione di un solo uomo nelle due fasi per rivoltarli, la Juventus ha cambiato il modo di difendere e di attaccare proprio grazie al gallese. In fase di possesso si abbassa sulla stessa linea del mediano (Pjanic o Bentancur) per dare uno sbocco qualitatevole alla manovra, per portare la palla in maniera più fluida nella zona incisiva del campo (vero problema della Juve fino ad ora, aggrappata agli assoli di Ronaldo). In fase di non possesso, invece, si alza, nella sua ‘vecchia’ posizione per portare il pressing al costruttore di gioco avversario. In fase di finalizzazione della manovra, infine, la sua fase offensiva rimane del tutto similare a quella che lo vedeva trequartista nel 4-3-1-2 ovvero andare a fare da ‘centroavanti ombra’ per riempire l’area in caso di costruzione di gioco laterale.

“La Juve è dei giocatori e l’errore più grave che potrei fare è farli giocare contro le loro caratteristiche. Questa è la Juve di Sarri diversa dalle altre squadre di Sarri. Si tratta di seguire le caratteristiche dei giocatori. Io sono contento dei giocatori che ho a disposizione, quindi giocheremo un calcio con idee mie, ma senza andare contro certe caratteristiche” la chiosa del tecnico. Il ‘Sarri-ball’ 2.0 .  

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