ELOGIO A CIRO IL GRANDE

Nasce nella zona sud di Torre Annunziata il 20 febbraio 1990 un piccolo che di nome fa Ciro. Oggi, esattamente 30 anni dopo, è diventato ‘Ciro il Grande’. Sarebbe, al tempo stesso, mistificante e riduttivo limitarsi a descrivere la sua carriera riportando freddi numeri. Ciò che è Ciro Immobile per i suoi tifosi (e per gli amanti del calcio in genere) va oltre il mero dato statistico. Non sarà, tecnicamente parlando, ai vertici del gioco. Ma la sua maglia è sempre la più sudata. E questo, ai tifosi, non dispiace mai. Chi poi apprezza il gioco in tutta la sua essenza non potrà girarsi dall’altra parte di fronte alla qualità che oggi lo caratterizza inimitabilmente e che lo rende uno dei più forti attaccanti sulla scena internazionale: il timing (ovvero la velocità di pensiero collegata ad una coordinazione rapidissima in area di rigore che lo rende spesso letale per le difese avversarie). A questo, evidente, talento naturale vanno aggiunte almeno un altro paio di caratteristiche: ecletticità e professionalità. Immobile è, fuor da ogni dubbio, un professionista esemplare. E proprio questa sua attitudine all’allenamento gli ha permesso di plasmare il suo gioco offensivo su una diversità di armi, che lo rendono difficilmente prevedibile e marcabile dalle difese avversarie. Ciro, infatti, segna (ed ha sempre segnato) in tutti i modi: di destro (prevalentemente), di sinistro (piede che definire debole è un eufemismo), di testa (185 cm che sanno quando e come staccarsi da terra e soprattutto come “far leva” sul malcapitato avversario di turno), da fuori area, sotto porta (legge con grande anticipo le traiettorie della palla), di volée o in penetrazione); infine, per non farsi mancare nulla, è implacabile anche dagli 11 metri (sono veramente pochi i rigori sbagliati in carriera).

Ciro Immobile

Al di là del personaggio, del calciatore c’è poi l’uomo, la persona. E questo lato di Ciro Immobile va ben oltre le sue prestazioni sul rettangolo verde. È sempre disponibile con i tifosi, ben conscio che il dono che madre natura gli ha fatto è un onore ma soprattutto un onere, un privilegio. Non si scorda le sue radici, da dov’è venuto e dov’è arrivato, anche grazie alle persone che lo hanno sempre sostenuto. La semplicità al potere. Diciamo che Ciro Immobile potendo scegliere di essere una superstar, ha invece scelto di essere uno di noi, un semplice e puro amante di questo gioco meraviglioso. Annullando tutte le distanze tra tifoso e campione.

TANTI AUGURI, CIRO!

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